Prodotti tipici - a spasso per Greve in Chianti
La Chiantigiana: la nostra strada
Il Comune di Greve in Chianti è attraversato in direzione longitudinale da una strada che viene comunemente considerata una delle più belle d’Italia: la Regionale 222, detta “Chiantigiana”, che unisce Firenze (il chilometro “zero” si trova in Piazza di Badia a Ripoli) a Siena (il chilometro 62 si trova all’innesto con la Cassia, una strada consolare dal passato illustre).
Il percorso attuale della Chiantigiana è stato riordinato da Bettino Ricasoli, che fu Capo del Governo del neonato Regno d’Italia succedendo a Camillo Benso Conte di Cavour.
Ricasoli, detto “il barone di ferro”, fu per l’enologia toscana quello che Cavour era stato per l’enologia piemontese. A lui si deve infatti la definizione della “formula” che, ancora oggi, sta alla base del disciplinare di produzione del vino Chianti Classico.
Scriveva in proposito il Ricasoli: “Il vino riceve dal Sangioveto la dose principale del suo profumo (a cui io miro particolarmente) e una certa vigoria di sensazione; dal Canaiolo l’amabilità che tempera la durezza del primo senza togliergli nulla del suo profumo per esserne pur esso dotato; la Malvasia, della quale si potrebbe fare a meno nei vini destinati all’invecchiamento, tende a diluire il prodotto delle prime due uve e lo rende più leggero e più prontamente adoperabile all’uso della tavola quotidiana.”
La Chiantigiana collega le due città più importanti della Toscana interna, toccando i principali borghi situati in direzione nord-sud nella zona di produzione del Chianti Classico.
Percorrere la Chiantigiana, attraverso i suoi paesaggi indimenticabili, ci permette di apprezzare i caratteri del Chianti Fiorentino – più antropizzato e ricco di costruzioni in pietra – che si integrano mirabilmente con quelli del Chianti Senese – territorio ricco di boschi e costruzioni in cotto – regalando al visitatore un campionario del più tipico e suggestivo paesaggio toscano, dove geografia e storia sono connesse in maniera indissolubile.
Foto gentilmente concessa da Luca Cappelli

